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Agricoltori senza frontiere: il progetto di Crowd Containers

Quando quattro anni fa Tobias Joos ci telefonò per raccontarci il suo progetto ne fummo entusiasti da subito: in fondo è sempre quello in cui noi abbiamo creduto e lavorato, ci siamo detti. Ma dobbiamo raccontarvi tutto dall’inizio per capire meglio, ce li avete cinque minuti? Ok, allora ecco:
Tobias è un ragazzo vivace e brillante che ha studiato Sviluppo e cooperazione internazionale in Svizzera precisamente a Zurigo, dove vive. Ha lavorato nella grande distribuzione, dove la priorità è data alla costante disponibilità dei prodotti (pomodori tutto l’anno cioè) e dalla standardizzazione della qualità (noci di cocco delle stesse dimensioni, frutta senza macchie e altre cose che abbiamo sentito mille volte).
Durante un suo viaggio in India Tobias visita l’orto di Thomas Kalappura a Kerala. In poco meno di un ettaro c’erano coltivati ortaggi, pepe, cocco, cannella, noce moscata, e zenzero. Una biodiversità straordinaria che permette un ecosistema stabile, necessario per la coltivazione biologica e una rassicurazione economica: se un prodotto va male sia durante la coltivazione che durante la vendita ci sono gli altri con cui rifarsi. Ad aumentare lo stupore di quella giungla indiana ci si mise pure il pranzo che la moglie di Tomas Kalappura preparò, un tripudio di verdure e spezie appena macinate da inebriare anche un elefante.
Tornato a Zurigo Tobias rimuginò e si intestardì sull’idea: come potere rendere disponibili questi prodotti a un gruppo di persone qui in Svizzera? Ci sono i costi della spedizione, fare i conti con gli intermediari che commercializzano solo prodotti standardizzati e in grandi quantità, non certo i peperoncini di Thomas.
Ci pensò molto e fece un primo tentativo: era necessario avere un microfono, parlare a tanta gente e iniziare a trascrivere gli ordini. Fu così che Tobias e altri suoi compagni d’avventura misero su il primo “Crowd container” una piattaforma on line che potesse accogliere le sottoscrizioni. Solo se si fosse raggiunto un certo numero di ordini si poteva far partire il primo container. Ci riuscirono. La prima spedizione arrivò a Zurigo con spezie e tè profumatissimi.

Incoraggiati dalla partecipazione, Tobias e il suo staff organizzarono una seconda sfida, questa volta in Sicilia, con Valdibella e la cooperativa L’Arcolaio di Siracusa. A noi ci chiesero alcuni prodotti, tra cui la passata di pomodoro, l’olio e dei legumi. Quando il container arrivò in Svizzera, una fredda sera di febbraio, fu festa: organizzarono la distribuzione in piazza, prepararono una cucina da campo e cucinarono la pasta al pomodoro.


Da allora ogni anno le campagne di acquisti diretti sono aumentate, lo staff si è allargato e sempre più persone acquistano direttamente.
Questo a dimostrazione del fatto che le idee, quelle buone, sono frutti acerbi che hanno bisogno di cura e tanta ostinazione per arrivare a maturazione. Tobias e tutti i suoi collaboratori hanno dimostrato che non solo è possibile creare alternative alla grande distribuzione ma che è anche la strada più giusta per rispettare il lavoro dell’agricoltore.

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