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“Caro estortore…”
“Caro estortore…”, iniziava così la lettera che trent’anni fa Libero Grassi pubblicò sul Giornale di Sicilia. Si rivolse così ai suoi taglieggiatori per dire loro, una volta per tutte, che non avrebbe mai ceduto alle loro richieste (il testo integrale potete leggerlo qui).
Il 10 gennaio di 30 anni fa, dunque, la mafia riceve il suo primo, clamoroso e pubblico NO al racket.
 
Oggi vogliamo ricordarlo anche noi, insieme a tutta la rete di Addiopizzo perché è grazie a uomini che sanno aprire varchi che è possibile innescare la miccia del cambiamento.
Sappiamo tutti che la detonazione ci fu e, a partire da quella, schegge non impazzite seppero creare un movimento che ci coinvolse fin da subito.
Nel 2004 in una mattina di fine giugno, Palermo si sveglia tappezzata di “pizzini” con un messaggio che pare subito a tutti una sferzata di vento gelido, malgrado la calura estiva: “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”.
Debutta così Addiopizzo, animata da un senso di impotenza e rabbia troppo a lungo represso.
La notizia dilaga in fretta e arriva anche a Camporeale, grazie all’attivismo in Addiopizzo di Giuseppe Montalbano, socio storico della cooperativa e allora giovane studente liceale.
Ci mette a parte di quello che è considerato un vero e proprio risveglio civile e dell’intenzione di stilare un manifesto con il quale costruire, maglia dopo maglia, la rete di imprenditori capaci, insieme, di gridare quel NO ancora più forte proprio perché corale.
Ci si chiedeva di impegnarsi, di schierarsi di stare dalla parte giusta. Nessun cedimendo a eventuali richieste di pizzo, denuncia immediata nel caso si presentassero. Dall’altra parte la società civile avrebbe riconosciuto queste aziende e fatto la sua parte attraverso il consumo critico.
Per noi fu un fidanzamento immediato. In pratica era quello che cercavamo di costruire in campo agricolo: richiamare cioè a un consumo consapevole e a una scelta etica. In un territorio peraltro con una lunga storia di prevaricazione e violenza mafiosa.
Il fidanzamento si trasformò presto in matrimonio felice e duraturo, come potete vedere da tutte le etichette dei nostri prodotti, che riportano puntualmente il logo di Addiopizzo.

Oggi, dunque, un commosso riconoscimento che dura da trent’anni e tanti ancora a venire: grazie Libero!

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