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Orticoltori sostenibili non si nasce, si diventa

Luca e Fabio ogni giorno dal centro storico di Palermo, montano sulle biciclette per raggiungere il loro orto urbano, situato in quella che un tempo era conosciuta meglio come la Piana dei colli, una pianura a ridosso del monte Pellegrino, particolarmente fresca e verdeggiante e per questo scelta dall’aristocrazia del tempo come residenza estiva.

Ogni giorno, dicevamo, annaffiano, seminano e trapiantano, monitorano le prime piantine e, a fine mattinata, raccolgono per consegnare, sulle due ruote, le loro “bags” come le chiamano loro, ovvero delle sporte (rigorosamente) di carta dove hanno inserito un mix di verdure, ortaggi e erbe aromatiche che cambiano di stagione in stagione.

Tutto questo da poco più di un anno, partendo da zero. In realtà partendo dal seme. E già così è abbastanza insolito, ma c’è di più. I semi sono ricercati, molto spesso rari, alcuni esotici e altri antichi. Frutto di ricerca, studio appassionato e contatti con altri agricoltori ai quali l’ordinarietà proprio non piace.

Così il loro non è un comune orto urbano, ma una giungla vegetale, dove convivono diverse specie di piante e di diversa varietà. Come la melanzana, per esempio, presente in quattro varietà: la Mitoyo, di origine giapponese a buccia totalmente nera e polpa bianca; la Aswad, proveniente dall’Iraq con frutti molto grandi e con una importante resistenza ai climi caldi, e poi quelle di casa nostra, la Durona nera di Palermo e la bianca sfumata di rosa di origini laziali. Oppure i peperoncini, viola, nero, peruviano, messicano e azteco che sembrano decorare l’orto manco fosse Natale.

Il basilico poi, è da collezione. Otto varietà in campo, ognuno con una spiccata peculiarità organolettica: il basilico limone, quello Thai, quello cannella e ancora rosso, greco, genovese e napoletano.

A fare da cornice a questi quattrocento metri quadri di autentica biodiversità, poi, tanti e splendidi fiori di canna indica, zinnia, papaveri rosa e bianchi e tagete (anche loro allevati partendo dai semi).

A noi di Valdibella è piaciuto tanto il loro modus operandi, sia per questa attenzione verso la biodiversità ricercata sia perché anche fuori dall’orto l’approccio alla sostenibilità e alla cura per l’ambiente rimane preminente.

Le consegne in bicicletta sono un eccellente esempio di mobilità sostenibile, che speriamo si possa diffondere sempre di più nei prossimi anni.

E proprio per questo abbiamo deciso di fare sinergia: compensando l’orto urbano con quello agricolo delle nostre campagne, Fabio e Luca potranno diversificare e potenziare maggiormente la loro offerta di prodotti, pur mantenendo alta la parte della sperimentazione in campo (a questo proposito siamo curiosi di assaggiare la carota viola Drago, antica varietà orientale, che in questi giorni sta germogliando nel semenzaio).

Inoltre attraverso la rete che Luca e Fabio, man mano stanno incrementando, possono trovare spazio anche quei prodotti che per irrisori difetti fisici vengono scartati dal mercato. I cosiddetti “brutti ma buoni” che possono arrivare sulle tavole dei consumatori solo grazie a una più diretta relazione – e narrazione – tra chi produce e chi consuma. Un ulteriore tassello all’insegna della sostenibilità e contro ogni forma di spreco.

Tuttavia, sebbene la varietà di verdure e ortaggi freschi sia copiosa e abbondante, ci è piaciuto inserire anche nelle consegne a due ruote alcuni dei nostri prodotti trasformati per completare le ricette che durante le ore di riposo dall’orto, Fabio e Luca elaborano e inviano ai destinatari delle loro bags.

Perché, come ci raccontano, coniugare l’agricoltura con altre forme creative come la fotografia o le arti visive completa la visione di un mondo più armonico e più felice da abitare.

Da oggi potete contattare Luca e Fabio sul loro profilo instagram, Aterraterra, dal quale gestiscono gli ordini e condividono le loro scoperte orticole.

foto di Valeria Monti

This Post Has 3 Comments
  1. A casa mia le chiamiamo “eccellenze”.
    Già per il solo fatto di allevare un orto urbano, nel cuore di una città tanto affascinante quanto caotica, è un merito.
    Se poi in quell’orto si riesce a produrre per la vendita e per giunta con metodi sostenibili e biologici, non è più solo merito, ma vera e propria eccellenza.
    Ciliegina sulla torta, la consegna in bicicletta!

    PS non ci arrivano a Voghera, in bici, vero?

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