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Torta “Retecontadina”

I nostri amici di Retecontadina (una comunità alimentare formata da aziende, gruppi e rivendite per l’alimentazione ecologica e la vendita diretta e della quale siamo orgogliosi di fare parte), ci hanno mandato una golosa ricetta durante una lunga domenica piovosa di pieno inverno.
È la ricetta della torta Mantovana, che per l’occasione è stata ribattezzata “torta Retecontadina” perché ogni ingrediente usato proviene dal circuito della rete.
Nello specifico: la farina dall’Azienda Fabris, le uova da Attilio De Panni, lo zucchero di canna dal GAS Durito, e le mandorle da casa Valdibella.

Questa torta – ci scrive Antonella Pianca, che di fatto l’ha preparata e condivisa (ahimé solo virtualmente!) – è semplice e molto facile da fare. Ha origini antiche e lega il suo nome a vicende storiche. Il nome della torta è legato a Isabella d’Este, marchesa di Mantova, che durante un viaggio verso Roma si fermò a Firenze alla Corte dei Medici. Isabella donò la ricetta della torta che in suo onore fu chiamata, appunto, “Torta Mantovana”. Il dolce è diffuso in tutta la Toscana e in particolare a Prato. La ricetta è inserita nel libro di Pellegrino Artusi L’arte di mangiar bene – manuale pratico per le famiglie ed è la stessa che usava mia madre, conclude Antonella.
Ecco, dunque, la ricetta.

Ingredienti
per 8 persone: 170 g di farina; 170 g di zucchero; 150 g di burro; 50 g di mandorle; 1 uovo intero; 4 tuorli; scorza di limone o arancio;  un pizzico di lievito.

Preparazione
45 minuti circa

Lavorate bene con il mestolo le uova con lo zucchero (per facilitare l’operazione si può utilizzare una frusta elettrica), poi versate la farina poco per volta, lavorando bene l’impasto. Unite il burro sciolto a bagnomaria, la scorza di limone o arancia (o un pizzico di vaniglia), ½ cucchiaino da caffè di lievito per dolci. Mettete nella tortiera (usate un diametro di circa 22 cm.) con sopra le mandorle tagliate e metà. Cuocete nel forno preriscaldato a 180 °C per 30 minuti. Concludete con la “prova stecchino” per verificare il completamento della cottura.

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