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Vite sparse in Sicilia

di Federico Ulutürk Levent

Vite Sparse è una realtà di viticoltura sociale e itinerante nata da una idea mia (Federico)
e del mio sodale Pietro. Quello che ci proponiamo è di realizzare del vino senza avere né un vigneto né una cantina. Perché questa scelta vi starete chiedendo…
Le motivazioni alla base di questa scelta sono molteplici. In primo luogo riflettere nell’attività imprenditoriale un modo diverso di ragionare che si può sintetizzare col passaggio dal costruire al rigenerare. Il nostro “bel Paese” pullula di virtuosi contadini e di piccoli sostenibili appezzamenti terrieri che, per vari motivi, non vengono valorizzati e rischiano talvolta l’abbandono o il conferimento a realtà oligopolistiche. In secondo luogo l’essere apolidi rappresenta un’opportunità formativa enorme tramite la possibilità di poter affrontare, nella stessa annata, diverse vendemmie. Cosi facendo, le nostre conoscenze non si limitano a una sola zona. Per fare ciò al meglio, io e Pietro, ci dividiamo le vinificazioni di competenza. Proprio in occasione dell’annata duemilaventi ho avuto il
piacere di poter vinificare assieme a Valdibella. Tutto nasce dal mio consueto consumo dei prodotti della cooperativa e dalla conoscenza di Ivo, suo rappresentante al nord. Una volta raccontatogli il progetto, non è passato molto tempo prima che mi prospettasse un’ipotetica collaborazione e mi mettesse in contatto con Massimiliano, uno dei soci fondatori della cooperativa. Dopo un paio di chiamate perlustrative, la mia discesa in Sicilia era stata accordata e, a grosse spanne, calendarizzata. L’idea è stata quella di acquistare del catarratto di Salvatore Zuppardo, membro storico della cooperativa, nella sua vigna alle porte di Camporeale; vigna di una decina di anni e a un’altura di 340 slm.

Ho prospettato all’enologo di Valdibella, Nino Vilardi, una macerazione volta alla realizzazione di un vino importante, dotato di struttura e persistenza. La filosofia alla base della vinificazione? Puro succo d’uva: lieviti indigeni, non filtrato e senza solfiti aggiunti.
La complicità con Nino è stata massima, con le mie orecchie sempre predisposte ad ascoltare i consigli di colui che da anni vinifica bacche di quel luogo. Nei giorni passati in cooperativa, nelle ore in cui non ero impegnato nelle faccende enologiche, ho avuto l’occasione d’approfondire la storia di Valdibella, in particolare durante i dialoghi con Massimiliano.
Con lui devo dire che si è creato un rapporto speciale; è stato capace di trasmettermi tutta la passione e i valori che hanno portato Valdibella a sviluppare in concomitanza e autenticamente le istanze del lavoro cooperativistico e sociale con un’agricoltura biologica rispettosa dell’ambiente. Una delle fasi che ricordo con maggiore entusiasmo è stata la visita presso l’azienda agricola di Massimiliano dove policoltura, sperimentazione e rispetto della natura sono le parole chiave. Il suo appezzamento di catarratto era l’unico che avevo visto, in zona, lasciato inerbito e con una potatura ad alberello; che bellezza!

Da questa esperienza in Sicilia non solo ho avuto l’occasione di lavorare con un’uva che non avevo mai vinificato ma, soprattutto, ho avuto la fortuna di conoscere delle splendide persone. Sono pertanto sicuro che la passione, mia e di tutti coloro che hanno preso parte a questa vinificazione, si paleserà all’assaggio del nostro catarratto “Sherpa”.

 

This Post Has 3 Comments
  1. Non vedo l’ora di assaggiare “Sherpa”, l’unione tra il progetto Vite Sparse e la bellissima realtà Valdibella non può che dare ottimi frutti.
    Belle persone, ottimi prodotti.

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